Sommario
Benvenuti nello spazio informativo di SARO. In questa sezione condividiamo le ultime novità aziendali, casi studio applicativi e focus tecnici sulle tecnologie di protezione antiusura industriale. Scopri come le nostre soluzioni avanzate in ceramica, poliuretano, gomma e resine polimeriche possono risolvere i problemi di abrasione ed erosione, migliorando l’efficienza e la durata dei tuoi impianti.
In questo articolo parleremo dell’importanza delle piastre antiusura nell’industria pesante (estrattiva, siderurgica, cementiera, termoelettrica, etc), dove l’usura strutturale è un costo nascosto che causa fermate impreviste. Scegliere il rivestimento corretto, in base al tipo di usura, alla temperatura e alla geometria della zona da proteggere, è il primo passo per ridurre i costi di manutenzione nel lungo periodo.
La guida tecnica spiega che la scelta del materiale antiusura dipende dal meccanismo di usura dominante: per l’impatto e l’abrasione combinata è indicato SARCERGOM, un sistema composito di gomma e ceramica che assorbe energia e protegge dall’abrasione residua. Per lo scorrimento continuo, le soluzioni ceramiche in allumina come SARCER e SARMOS sono spesso il riferimento naturale; Quando l’usura è caratterizzata da scorrimento abrasivo con impatto medio e le condizioni di esercizio non richiedono soluzioni ceramiche ad alte prestazioni, oppure quando la temperatura supera i limiti applicativi dei rivestimenti ceramici standard, può essere valutato l’impiego di SAROMAX100, una soluzione su base acciaio con riporto duro in carburi di cromo. Le soluzioni possono coesistere nello stesso impianto, differenziate in base alla sollecitazione prevalente.
L’articolo analizza le zone critiche dell’impianto, come scivoli, tramogge e gomiti delle condotte, e fornisce indicazioni dettagliate sui metodi di installazione: dalla preparazione della superficie tramite sabbiatura (grado SA 2.5) alle tecniche di fissaggio, come l’incollaggio con adesivi strutturali. Infine, viene illustrato un protocollo di manutenzione preventiva per pianificare la sostituzione quando lo spessore residuo raggiunge il 20-25% dell’originale, prevenendo così danni al supporto metallico.
Le piastre antiusura proteggono scivoli, tramogge e condotte industriali dall’abrasione progressiva causata da materiali abrasivi come minerali, clinker, ceneri, carbone e granulati. Nei settori estrattivo, siderurgico, cementiero, termoelettrico e ovunque si movimentino materiali sfusi a brasivi, l’usura strutturale è uno dei principali costi nascosti degli impianti: non si manifesta con un guasto improvviso, ma con una perdita lenta di spessore che porta a fermate non pianificate.
Scegliere il rivestimento giusto significa passare da una manutenzione reattiva a una programmabile, con meno fermate impreviste e costi di sostituzione più contenuti. La decisione dipende dal tipo di usura prevalente, dalla temperatura di esercizio e dalla geometria della zona da proteggere.
La scelta del rivestimento va legata alla sollecitazione prevalente nelle diverse zone dell’impianto. Nelle aree di caduta e primo impatto, come le tramogge di ricezione, possono essere indicate soluzioni gomma + ceramica come SARCERGOM, pensate per combinare assorbimento dell’urto e protezione dall’abrasione. Nei tratti in cui prevale lo scorrimento continuo del materiale, come scivoli e condotte, si valutano invece rivestimenti ceramici in allumina come SARCER e SARMOS; SAROMAX100 può entrare in valutazione quando il profilo di usura, la temperatura o i vincoli applicativi rendono più adatta una soluzione su base acciaio con riporto duro in carburi di cromo. In molte installazioni reali più soluzioni vengono usate insieme nella stessa area, ciascuna applicata dove la sollecitazione prevalente la rende più efficace.
Perché l’usura è un costo spesso sottovalutato
Nelle linee che trattano materiali abrasivi, intervenire preventivamente con un rivestimento adeguato significa trasformare una manutenzione reattiva e costosa in una manutenzione programmabile e prevedibile. Per un impianto ad alta intensità, anche una sola fermata non pianificata evitata può ripagare l’intero investimento nel rivestimento.
Un esempio concreto: una tramoggia di ricezione in un impianto estrattivo con rivestimento in acciaio standard può richiedere rifacimenti frequenti, con ogni intervento che comporta ore di fermo. Passando a una soluzione antiusura correttamente dimensionata, per esempio ceramica, gomma + ceramica o lamiera riportata secondo il caso applicativo, l’intervallo tra gli interventi può aumentare in modo significativo. Il beneficio economico va calcolato caso per caso, considerando costo orario del fermo, accessibilità della zona e durata effettiva del rivestimento.
Il punto di partenza non è quindi scegliere il materiale più costoso, ma analizzare correttamente il meccanismo di usura dominante nella zona da proteggere. Solo da questa analisi si ricava la soluzione ottimale.
Le due forme principali di usura industriale
Usura per impatto
Si verifica quando il materiale cade da altezze significative e colpisce la superficie con angoli elevati. L’energia cinetica si trasmette con violenza, generando crateri, incrinature e deformazioni progressive. È tipica delle tramogge di ricezione e dei punti di trasferimento tra nastri.
In questi casi non basta scegliere il materiale più duro: serve una soluzione capace di combinare resistenza e assorbimento dell’urto. I sistemi compositi gomma + ceramica come SARCERGOM sono progettati per questo: la gomma contribuisce ad assorbire l’urto, la ceramica protegge dall’abrasione residua nel successivo scorrimento. La scelta dello spessore e della configurazione deve comunque essere verificata in base a massa, granulometria e velocità del materiale.
Usura per scorrimento
Si genera quando il materiale si muove in modo continuo lungo la superficie, con attrito ripetuto e perdita costante di spessore. È frequente negli scivoli inclinati, nelle condotte pneumatiche e nelle curve di trasporto. La velocità del flusso e la durezza del materiale trattato determinano la velocità di erosione.
Nei fenomeni di usura per scorrimento, la scelta del rivestimento dipende dall’intensità dell’abrasione, dalla temperatura di esercizio e dalla geometria del tratto da proteggere. Quando l’abrasione è severa e le condizioni applicative lo consentono, i rivestimenti ceramici in allumina come SARCER e SARMOS offrono elevata durezza superficiale e buona stabilità nel tempo. Quando invece sono presenti temperature più elevate, impatti medi o condizioni in cui è preferibile una soluzione metallica, può essere valutato SAROMAX100, basato su acciaio al carbonio con riporto duro in carburi di cromo. In tutti i casi, continuità del rivestimento, corretta posa e assenza di discontinuità geometriche sono determinanti per evitare zone di accumulo, turbolenze e usura localizzata..
Quale materiale scegliere: confronto tecnico
| Materiale | Usura ideale | Punto di forza | Limite principale |
| Acciaio antiusura | Protezione generale, usura moderata | Robustezza strutturale | Durata ridotta in presenza di abrasione severa |
| Ceramica ad alta allumina | Scorrimento continuo con abrasione elevata | Alta durezza superficiale e resistenza all’abrasione | Sensibilità agli impatti intensi |
| SAROMAX100 | Abrasione con scorrimento e impatto medio-basso | Soluzione su base acciaio con riporto duro in carburi di cromo | Richiede lavorazioni e installazione coerenti con il materiale riportato |
| SARCERGOM | Impatto e abrasione combinata | Assorbimento dell’urto e protezione superficiale | Limiti termici rispetto alle soluzioni ceramiche pure |
La regola pratica è partire dalla sollecitazione prevalente. Dove domina l’impatto si valutano soluzioni resilienti come SARCERGOM; dove prevale lo scorrimento abrasivo severo si considerano rivestimenti ceramici in allumina come SARCER e SARMOS. SAROMAX100 entra invece in valutazione quando l’usura è legata a scorrimento abrasivo con impatto medio-basso, quando le temperature di esercizio superano i limiti applicativi di altre soluzioni, o quando il livello di usura non richiede materiali ceramici ad alte prestazioni.
In molte applicazioni reali, più soluzioni possono convivere nello stesso impianto, differenziate per zona in base a impatto, abrasione, temperatura, geometria e vincoli di installazione.
Zone critiche dell’impianto
Scivoli di trasferimento
Lo scivolo guida il flusso del materiale da un punto all’altro dell’impianto. L’errore più comune in fase di installazione è creare giunto sporgente o gradini nel verso opposto al flusso: anche pochi millimetri di dislivello generano turbolenza, accumulo localizzato e usura accelerata proprio nel punto di giunzione.
Il rivestimento deve essere continuo, orientato nel verso del flusso e con bordi a livello. Nei tratti ad alta velocità di scorrimento, la selezione di una soluzione a superficie dura e ben raccordata contribuisce a mantenere la fluidità del flusso e a ridurre il rischio di intasamento.
Tramogge di carico
Le tramogge combinano impatto iniziale e scorrimento laterale e richiedono una protezione differenziata per zone:
- Zona di impatto: SARCERGOM, per assorbire l’energia cinetica dei blocchi in caduta.
- Zona laterale di scorrimento: SARCER/SARMOS o SAROMAX100, in base a geometria, temperatura, impatto residuo e vincoli costruttivi.
- Zona di uscita: rivestimento liscio e continuo per massimizzare la portata.
Condotte e gomiti
Nei tratti curvi e nei cambi di direzione, la forza centrifuga concentra il flusso sulla parete esterna. A velocità elevate, anche materiali fini diventano agenti erosivi molto aggressivi. La soluzione richiede una continuità assoluta del rivestimento, senza fughe né discontinuità geometriche nelle curve.
Applicazioni per settore
Industria del cemento
Il clinker è tra i materiali più abrasivi prodotti nell’industria, con durezza elevata e temperature di processo che possono rendere inadatti molti rivestimenti elastomerici. Nelle zone di uscita dal forno rotante, nelle tramogge dei mulini e nei trasportatori a catena, la combinazione di abrasione intensa e temperatura richiede soluzioni antiusura specifiche, scelte in funzione delle condizioni reali di esercizio.
Le ceramiche tecniche ad alta allumina, come SARCER e SARMOS, e le lamiere riportate come SAROMAX100 possono essere valutate in questi contesti quando servono durezza superficiale, resistenza all’abrasione e continuità del rivestimento. La scelta finale deve tenere conto di temperatura, urti, geometria e modalità di fissaggio.
Centrali termoelettriche
Le polveri di carbone nelle condotte di polverizzazione viaggiano ad alta velocità. A queste condizioni, anche le particelle fini diventano agenti erosivi efficaci. Il rivestimento deve essere continuo, senza fughe, e resistente su tutta la superficie interna del condotto, con particolare attenzione alle curve.
Un’ulteriore criticità in questo settore è la necessità di un rivestimento perfettamente a filo con le pareti: qualsiasi discontinuità geometrica genera accumuli di polvere, aumentando il rischio di innesco. Per questo motivo si preferisce spesso il sistema a tasselli su rete, che consente di rivestire anche le superfici curve in modo continuo e omogeneo.
Settore estrattivo e siderurgico
Nelle cave e negli impianti siderurgici il problema principale può essere la massa dei blocchi trattati. Una ceramica rigida può danneggiarsi a seguito di impatti violenti da parte di materiali di grandi dimensioni e peso elevato. In questi contesti il sistema SARCERGOM, con la gomma che contribuisce ad assorbire l’onda d’urto e la ceramica che gestisce l’abrasione, è una soluzione da valutare quando l’impatto è il fattore prevalente.
Nelle tramogge di ricezione sotto i camion da cava, dove massa, velocità e granulometria possono variare molto, la scelta tra SARCERGOM, ceramica in allumina o altre soluzioni SARO deve essere dimensionata sul caso specifico. L’obiettivo è evitare sia la rottura del rivestimento sia il consumo accelerato del supporto metallico.
Come installare correttamente le piastre antiusura
1. Preparazione della superficie
La durata del rivestimento dipende in modo critico dalla qualità della preparazione del supporto. Prima della posa è necessario:
- Rimuovere ruggine, ossidi e residui superficiali tramite sabbiatura abrasiva (grado SA 2.5 secondo ISO 8501-1)
- Sgrassare le superfici da oli, lubrificanti e contaminanti con solvente appropriato
- Verificare planarità e integrità strutturale del supporto metallico prima di procedere
2. Metodi di fissaggio
Bullonatura con fori contraffondati: garantisce la massima facilità di sostituzione. I bulloni vengono annegati con teste protette per evitare che diventino loro stessi punti di innesco dell’usura. Ideale per zone soggette a manutenzione frequente.
- Saldatura a tappo: garantisce un ancoraggio strutturale solido, ma richiede attenzione nella gestione del calore per evitare di alterare le proprietà del materiale di base. Non adatto alle ceramiche pure.
- Incollaggio con resine strutturali: metodo raccomandato per molti rivestimenti ceramici. Permette una copertura continua e protegge il substrato metallico dall’umidità e da materiali corrosivi.
Gli adesivi e le resine SARO, come le famiglie SAROPLAST e RESINALCERAMICA, devono essere scelti in funzione del tipo di rivestimento, delle condizioni di esercizio e delle istruzioni tecniche di posa.
3. Orientamento dei giunti
I giunti sono sempre il punto più vulnerabile del rivestimento. Per ridurne l’impatto:
- Usare posa sfalsata, simile alla tecnica dei mattoni
- Orientare i bordi in modo favorevole al flusso, mai controcorrente
- Evitare discontinuità geometriche nelle curve e nei cambi di sezione
- Verificare che la superficie finita sia continua e priva di gradini tra piastre adiacenti
Manutenzione preventiva e vita utile
Un rivestimento antiusura ben scelto e correttamente installato richiede manutenzione periodica per garantirne la massima vita utile. L’obiettivo non è aspettare il guasto, ma pianificare la sostituzione prima che l’usura raggiunga il supporto metallico sottostante.
Il protocollo di ispezione raccomandato, da definire in base all’intensità dell’impianto e allo storico di usura, può prevedere:
- Ispezione visiva alla ricerca di distacchi localizzati, incrinature o zone con ceramica visibilmente consumata (riconoscibili dal colore del substrato a vista)
- Test acustico percuotendo le piastre con un martello di gomma: un suono sordo segnala un possibile distacco dal supporto
- misurazione dello spessore residuo nelle zone più sollecitate tramite ultrasuoni o strumento a contatto
- Controllo delle giunzioni per verificare che il materiale cementante non sia stato asportato dall’abrasione della polvere fine
La sostituzione va programmata prima che l’usura raggiunga il supporto metallico sottostante. La soglia di intervento deve essere definita sul caso applicativo, considerando spessore iniziale, severità dell’usura, accessibilità e conseguenze di un eventuale fermo non pianificato.
Checklist pratica per la scelta e l’installazione
Analisi del problema
Ho identificato le zone a maggiore usura nell’impianto?
So se il meccanismo dominante è impatto, scorrimento o entrambi?
Conosco la temperatura massima nella zona da proteggere?
Conosco granulometria e durezza del materiale trattato?
Scelta del materiale
- Se prevale l’impatto: ho valutato SARCERGOM?
- Se prevale lo scorrimento o la temperatura è elevata: ho valutato SARCER/SARMOS e, per applicazioni su base acciaio con riporto duro, SAROMAX100?
- La zona richiede una soluzione mista per aree diverse?
Installazione
- Il supporto metallico è pulito, sgrassato e strutturalmente integro?
- Ho scelto il metodo di fissaggio adatto alla zona (bullonatura, saldatura o incollaggio)?
- I giunti sono orientati in modo favorevole al flusso?
- Non ci sono gradini o dislivelli tra piastre adiacenti?
Manutenzione
- Ho definito una frequenza di ispezione periodica?
- So a quale spessore residuo programmare la sostituzione?
- Ho registrato i dati di installazione per confrontarli nelle ispezioni future?
Per dubbi su uno o più punti della checklist, contatta il team Saro.
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Domande frequenti sulle piastre antiusura
Quali piastre antiusura sono le migliori per una tramoggia?
Dipende dalla zona. Nell’area di impatto diretto convengono soluzioni resilienti come SARCERGOM, che assorbe l’energia cinetica del materiale in caduta. Nelle zone laterali e di scorrimento sono invece spesso efficaci rivestimenti ceramici in allumina come SARCER/SARMOS, oppure SAROMAX100 quando serve una lamiera riportata in carburi di cromo su base acciaio. In molte tramogge industriali, la soluzione ottimale prevede l’impiego di più materiali, differenziati per zona.
Le piastre ceramiche si possono installare su superfici curve?
Sì. Per raggi di curvatura ridotti si usano tasselli di piccolo formato preassemblati su supporto flessibile, che si adattano alla geometria e vengono incollati con resina strutturale. Per geometrie più complesse, Saro può fornire soluzioni su misura, valutando formato, spessore e sistema di fissaggio in base al profilo specifico dell’impianto.
Quando conviene passare dall’acciaio antiusura alla ceramica?
Conviene valutare il passaggio quando la vita utile dell’acciaio è troppo breve rispetto alla frequenza di fermo accettabile, quando il costo cumulativo delle sostituzioni supera quello di un rivestimento più performante, o quando la zona è difficile da raggiungere e ogni intervento ha un costo elevato in termini di ore di fermo. In questi casi, un sistema ceramico come SARCER/SARMOS o una soluzione SAROMAX100, se adatta all’applicazione, può prolungare la vita utile riducendo il numero complessivo di interventi.
È possibile combinare più materiali nella stessa tramoggia?
Sì, ed è spesso la soluzione più efficace. La zona di impatto, le zone laterali e la zona di uscita presentano sollecitazioni diverse e possono richiedere materiali differenti. Progettare il rivestimento per zone consente di ottimizzare sia le prestazioni sia il costo totale dell’intervento.
Come si misura il risultato di un intervento antiusura?
I parametri principali da monitorare sono: spessore residuo nelle zone critiche, intervallo tra le sostituzioni, numero di fermate non pianificate attribuibili all’usura e costo totale annuo di manutenzione. Confrontare questi dati prima e dopo l’installazione è il modo più diretto per quantificare il ritorno sull’investimento.
Si può intervenire su un impianto già danneggiato senza una revisione completa?
In molti casi sì, ma è fondamentale valutare prima lo stato del supporto metallico. Se la struttura presenta deformazioni, cricche o corrosione strutturale, un rivestimento antiusura non risolve il problema di fondo e può mascherarlo. Saro può affiancare il cliente nella valutazione tecnica della fattibilità dell’intervento.
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Se vuoi capire dove installare le piastre antiusura, quale soluzione scegliere tra SARCER/SARMOS, SAROMAX100, SARCERGOM e le altre famiglie SARO, e come strutturare il piano di manutenzione, il team Saro è a disposizione per analizzare il caso applicativo specifico e proporre una soluzione su misura. Con oltre 30 anni di esperienza nella protezione antiusura, Saro lavora per proteggere impianti, macchinari e componenti industriali destinati alla movimentazione e al processo di materiali sfusi.