SARO protegge dal 1994 impianti, macchinari e componenti che movimentano materiali sfusi da erosione, abrasione e impatto. Qui l’ufficio tecnico risponde alle domande più frequenti su materiali, prodotti, progetti e settori.
Materiali
Che differenza c’è tra un rivestimento in allumina e una resina polimerica antiusura?
L’allumina si sceglie dove prevalgono abrasione ed erosione, la resina polimerica dove bisogna ricostruire, raccordare o proteggere geometrie complesse. I rivestimenti SARCER & SARMOS sono in allumina al 92%, con durezza 9 Mohs, ma sono rigidi e vanno valutati con attenzione nelle zone di forte impatto. Le resine SARO, come RESINALCERAMICA® T250 A&B e SARPOL RP08, si applicano a spatola anche nei ripristini in campo. Nello stesso impianto le due tecnologie spesso convivono.
Quando conviene un elastomero come SARCERGOM al posto della ceramica?
Conviene quando all’abrasione si somma l’impatto. SARCERGOM è composto da elementi in allumina vulcanizzati in una matrice di gomma tecnica antiabrasione: la ceramica resiste allo scorrimento del materiale, mentre la gomma (60–65 Shore A) dissipa l’energia d’urto e limita vibrazioni e rumore. Per questo SARO lo impiega nei punti di carico e di caduta, nelle tramogge, negli scivoli e sui vagli vibranti, dove una piastrella ceramica rigida andrebbe valutata con cautela.
→ SARCERGOM & SARCERGOM SHIELD
Un rivestimento antiusura può contaminare il prodotto lavorato?
Dipende dal settore e dal materiale scelto. Dove la pulizia del processo è critica, come nella mescolazione delle terre rare per le batterie agli ioni di litio, SARO valuta l’anticontaminazione insieme alla protezione dall’usura industriale: in quel caso ha impiegato SARMOS QDR come barriera e utensili interni rivestiti in RESINAL μ50. Nei settori alimentare, vetro e batterie il materiale si definisce quindi con l’ufficio tecnico SARO, partendo dal capitolato del cliente.
Prodotti
Cos’è SAROMAX100 e in cosa differisce da una lamiera antiusura tradizionale?
SAROMAX100 è una lamiera composta da due strati: una base in acciaio al carbonio e un riporto di carburi di cromo (Cr 34%, 58–65 HRC), fuso da polvere nel bagno di saldatura ad arco elettrico. Lo strato duro resiste all’abrasione, mentre la base garantisce la struttura. È indicata per l’abrasione da scorrimento con impatto medio o moderato. Si taglia solo al laser o al plasma ed è disponibile anche in pezzi a disegno, come tramogge, scivoli e cicloni.
Cosa sono HEXAGON HOSE e TETRAGON HOSE e quando si usano?
Sono tubi flessibili in gomma con rivestimento interno in ceramica SARCER, progettati per il trasporto pneumatico di materiali fortemente abrasivi, sia in mandata sia in aspirazione. HEXAGON HOSE ha un mosaico esagonale a nido d’ape, TETRAGON HOSE un mosaico quadrato che semplifica l’installazione. Entrambi lavorano a 10 bar (30 bar di scoppio), tra −30 e +70 °C. La scheda SARO indica una durata 20 volte superiore a quella di un tubo in gomma antiabrasione.
→ HEXAGON e TETRAGON a confronto
Quali sono le novità di SARO contro l’usura industriale?
Gli sviluppi più recenti di SARO contro l’usura industriale sono raccontati in SUPERSARO, la serie a fumetti del blog aziendale. Ogni episodio parte da un problema reale d’impianto e mostra la soluzione adottata: HEXAGON HOSE per il bruciatore della cementeria, TETRAGON HOSE per l’insufflaggio nel forno ad arco elettrico, SAROMAX100 sulla tramoggia dell’acciaieria e, per le terre rare, SARMOS QDR con utensili rivestiti in RESINAL μ50, per unire protezione antiusura e anticontaminazione.
Progetto e preventivo
Come si richiede una soluzione antiusura su misura, anche online?
Si parte da un primo contatto, anche online dal modulo della pagina Contatti. L’ufficio tecnico SARO analizza l’applicazione, se serve con un sopralluogo, e prepara un preventivo con costi, descrizione del progetto e tempi di consegna. Per una prima valutazione servono tre gruppi di informazioni: il materiale trattato (tipo, granulometria, portata), la geometria del componente (foto o disegni, quote di caduta, spessori residui) e lo storico d’esercizio (temperatura, soluzioni precedenti e loro durata).
→ Come scegliere un rivestimento antiusura
Si può proteggere un impianto già in esercizio, senza sostituire il componente?
Sì, spesso è possibile. SARO interviene su componenti già installati applicando nuovi rivestimenti o eseguendo ripristini in campo, anche direttamente nello stabilimento del cliente. Prima però va verificato il supporto metallico: se la carpenteria è deformata, criccata o corrosa in modo strutturale, il rivestimento non risolve il problema e rischia di nasconderlo. La fattibilità dipende anche dall’accesso al punto critico e dalla durata del fermo disponibile.
→ Rivestimento interno delle tubazioni
Si possono combinare più tecnologie antiusura nello stesso impianto?
Sì, ed è spesso la scelta più efficace, perché lungo una stessa linea il meccanismo di usura industriale cambia. Un esempio di zonizzazione: SARCERGOM nel punto di caduta, SARCER o SARMOS sulle pareti soggette a scorrimento, HEXAGON & TETRAGON HOSE nei tratti flessibili del trasporto pneumatico e una resina caricata per raccordi e ripristini. SARO definisce la combinazione solo dopo aver individuato il fenomeno prevalente in ogni punto.
Quanto dura un rivestimento antiusura?
Non esiste un valore unico: la durata dipende dal materiale trattato, dalla velocità e dall’angolo d’impatto, dalla temperatura e dalla tecnologia scelta. Secondo i dati pubblicati da SARO, un impianto protetto con i suoi rivestimenti dura in media 5 volte di più, e fino a 10 volte con alcune delle soluzioni più avanzate. Sono valori medi, non garanzie: SARO verifica la durata reale monitorando l’applicazione nel tempo.
Settori
In quali settori e applicazioni lavora SARO?
SARO protegge impianti che movimentano e lavorano materiali sfusi, tra cui cementifici, siderurgia, fonderie, centrali termoelettriche a carbone, cartiere, termovalorizzatori, impianti di riciclo, industria alimentare e batterie. Le applicazioni più frequenti sono il trasporto pneumatico e le sue curve, le tramogge, i canali e gli scivoli, i cicloni, i mulini e frantoi e i silos. Più del settore conta però il fenomeno di usura industriale presente in ciascun punto.
SARO è certificata e dove opera?
Sì: SARO lavora con un sistema qualità certificato ISO 9001:2015 e su ogni fornitura controlla le carpenterie, i materiali e il processo di applicazione. La sede operativa è ad Arconate (MI). In Italia l’azienda opera tramite agenti in Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia-Romagna e Triveneto; esporta dal 2012 e ha un Sales Account dedicato a Germania, Austria e Svizzera tedesca.
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