Prodotti antiusura SARO
Settori industriali serviti da SARO
Applicazioni delle soluzioni antiusura SARO

Come scegliere la soluzione più adatta all’impianto

Non esiste un materiale antiusura migliore in assoluto. Una superficie esposta a polveri fini ad alta velocità richiede una risposta diversa rispetto a una tramoggia investita da pezzature importanti, a un componente da ripristinare in cantiere o a una grande carpenteria soggetta a scorrimento. La scelta corretta nasce dalla diagnosi del meccanismo prevalente e dalla valutazione dell’intero sistema: materiale, geometria, fissaggio, temperatura, manutenzione e conseguenze di un fermo. Il portafoglio SARO permette di combinare allumina SARCER e SARMOS, sistemi SARCERGOM, resine tecniche e lamiere SAROMAX100 per proteggere ogni zona dell’impianto secondo le sue reali condizioni operative.

Nota metodologica

I dati numerici relativi ai prodotti provengono dalle schede tecniche pubblicate da SARO. Gli studi scientifici citati riguardano classi di materiali comparabili e chiariscono i meccanismi fisici; non costituiscono prove indipendenti dei singoli prodotti SARO. Le prestazioni finali devono essere validate sull’applicazione.


Perché la durezza non basta a scegliere un rivestimento antiusura

La durezza indica la resistenza alla penetrazione o alla rigatura, ma non descrive da sola la risposta di un materiale a urti, flessione, distacco, sbalzo termico o attacco chimico. Due materiali molto duri possono comportarsi in modo opposto quando cambia l’angolo d’impatto delle particelle o aumenta la pezzatura del prodotto trasportato.

Gli studi sull’erosione dell’allumina mostrano che forma e durezza dell’erodente, velocità, dimensione delle particelle e angolo d’incidenza modificano sia il tasso di usura sia il meccanismo di danneggiamento. Nei materiali ceramici fragili, l’impatto vicino alla normale può favorire microfratture e distacco dei grani; nei metalli più duttili, gli angoli radenti possono invece accentuare taglio e deformazione plastica. Non è quindi corretto trasferire una classifica ottenuta in laboratorio a qualunque impianto senza verificare il regime reale.

Anche il metodo di prova conta. ASTM C704 valuta l’abrasione dei materiali refrattari mediante un getto abrasivo; ASTM G65 classifica i materiali metallici con una prova basata su sabbia asciutta e ruota di gomma; ASTM G76 riguarda l’erosione da particelle solide in un getto gassoso. I risultati ottenuti con prove diverse non devono essere confrontati come se appartenessero alla stessa scala.

angolo impatto e meccanismo di usura

Figura 1. Meccanismi di abrasione radente ed erosione da impatto. Rielaborazione grafica originale SARO; schema qualitativo, non in scala. Fonte: Ćurković et al., Ceramics International 37 (2011)

Le domande da porsi prima di scegliere il materiale

Prima di parlare di prodotto, è necessario costruire la firma di usura del componente. I dati minimi da raccogliere sono:

Meccanismo prevalente: abrasione radente, erosione da flusso, impatto, corrosione o combinazione di più fenomeni.

Materiale movimentato: composizione, durezza, forma, umidità, tendenza all’impaccamento e variabilità del processo.

Granulometria ed energia: distribuzione delle pezzature, portata, velocità, altezza di caduta e angolo d’impatto.

Condizioni termiche e chimiche: temperatura continua, picchi, cicli termici, fluidi o vapori aggressivi.

Geometria e supporto: curve, cambi di sezione, saldature, spessori disponibili, peso ammissibile e dilatazioni differenziali.

Strategia manutentiva: accessibilità, tempo di fermo, possibilità di sostituzione modulare, riparazione locale e ispezione.

1. Allumina: quando prevalgono abrasione ed erosione

I rivestimenti SARCER e SARMOS sono prodotti in alfa-allumina sinterizzata. La scheda SARO indica una composizione di Al₂O₃ pari al 92 ± 1%, durezza 9 Mohs, densità 3,65 g/cm³ e perdita per usura ASTM C704 inferiore a 0,3 cm³. I formati disponibili comprendono piastre e mosaici con spessori indicativi da 3 a 25 mm, scelti in funzione della geometria e della severità del servizio.

L’elevata durezza rende l’allumina particolarmente efficace contro abrasione ed erosione da polveri e granuli. SARMOS utilizza tessere di dimensioni ridotte per seguire superfici curve o complesse e per localizzare un eventuale danneggiamento; SARCER è disponibile anche come segmento interno per curve e tubi in acciaio destinati al trasporto pneumatico.

Il limite progettuale è la fragilità. La letteratura sull’usura combinata mostra differenze significative anche tra ceramiche con la stessa percentuale nominale di allumina: microstruttura, porosità, dimensione dei grani e tenacità influenzano il comportamento. Per questo una piastrella molto dura non deve essere collocata direttamente in una zona d’impatto elevato senza valutare energia, supporto, spessore e geometria.

È una scelta particolarmente coerente quando: prevalgono scorrimento ed erosione; le particelle sono fini o medie; la geometria può essere rivestita in modo continuo; il peso deve rimanere contenuto; l’ambiente chimico è compatibile.

  • Elevata durezza e resistenza all’abrasione: particolarmente efficace contro l’erosione da polveri fini e granuli ad alta velocità.
  • Peso contenuto e ingombro ridotto: consente di proteggere le superfici senza sovraccaricare le strutture di supporto.
  • Versatilità nei formati: disponibile in piastre, tessere Mosaico (SARMOS) e segmenti per curve e tubi pneumatici.

2. Gomma-ceramica: quando abrasione e impatto coesistono

Nei sistemi SARCERGOM e SARCERGOM SHIELD, gli elementi in allumina sono vulcanizzati in una matrice elastomerica. La ceramica riceve il carico abrasivo, mentre la gomma si deforma e contribuisce a dissipare parte dell’energia d’impatto, riducendo le sollecitazioni trasmesse alle tessere e alla struttura. La scheda SARO indica gomma NR/BR/SBR con durezza 60-65 Shore A; la configurazione SHIELD è dedicata alle condizioni più severe e agli impatti concentrati.

Gli studi sui rivestimenti ibridi dimostrano che la prestazione non dipende dalla semplice presenza della gomma. Spessore e risposta viscoelastica del supporto, area e spessore delle tessere e qualità dell’interfaccia modificano gli sforzi nella ceramica. In determinate configurazioni, una gomma più cedevole e uno spessore maggiore migliorano la capacità di protezione; una geometria errata può invece aumentare la flessione della tessera o lasciare bordi vulnerabili.

La matrice elastomerica può inoltre contribuire a limitare vibrazioni e rumorosità. Non sostituisce però una verifica dell’energia d’impatto: altezza di caduta, massa e pezzatura devono essere considerate per scegliere tra SARCERGOM, SHIELD o una soluzione costruttiva diversa.

È una scelta particolarmente coerente quando: il materiale cade prima di scorrere; abrasione e impatto agiscono nello stesso punto; sono presenti vibrazioni; serve una soluzione modulare per tramogge, punti di carico e trasferimenti.

  • Protezione combinata urto-abrasione: la ceramica contrasta lo scorrimento abrasivo mentre l’elastomero dissipa l’energia degli impatti.
  • Abbattimento di rumore e vibrazioni: la matrice elastomerica riduce la trasmissione di sollecitazioni meccaniche e rumore strutturale.
  • Modularità e facilità di sostituzione: ideale per rivestire punti di carico, tramogge e scivoli soggetti ad usura severa e localizzata.
Gomma-cramica:due materiali e funzioni complementari

Figura 2. Funzioni complementari e principali variabili del sistema gomma-ceramica. Rielaborazione grafica originale SARO; indicazioni qualitative. Fonte: Werkhausen et al., Wear 476 (2021)

3. Resine tecniche: ripristino, continuità e geometrie difficili

Le resine non sono una singola alternativa alle piastrelle. Costituiscono una famiglia di sistemi applicabili a spatola, pennello o spruzzo, utili per ricostruire superfici, realizzare protezioni continue, rifinire componenti e raggiungere geometrie dove un elemento rigido sarebbe difficile da posare.

La ricerca sui compositi epossidici caricati mostra un comportamento non lineare: tipo, quantità, dimensione e adesione delle particelle ceramiche possono migliorare l’abrasione, ma sotto erosione perpendicolare la frattura o l’estrazione della carica può anche aumentare la perdita di materiale. Preparazione del supporto, distribuzione della carica, spessore e regime d’impatto sono quindi decisivi.

Prodotto SAROFunzioneImpiego e limiti dichiarati
RESINALCERAMICA T250 A&BPasta epossidica caricata ceramicaRipristino e protezione antiabrasione; spessore minimo indicato 6 mm; temperatura massima dichiarata 150 °C.
SARPOL RP08Pasta epossidica gomma-modificata e caricata ceramicaAbrasione associata a urti; applicazione anche verticale; spessore minimo 6 mm; temperatura massima 120 °C.
SARPOL SFRivestimento epossidico privo di solventi, applicabile a spruzzoProtezione continua e finitura liscia; applicazione 15-30 °C; temperatura di esercizio dichiarata 85 °C.
SARPOL RP17Epossidico ceramico a bassa frizioneFinitura liscia per superfici soggette a flusso, abrasione e corrosione; intervallo dichiarato -30/+90 °C.
RESINAL μ50Epossidico caricato con carburo di silicioErosione e abrasione localizzata, anche a spruzzo; temperatura di esercizio dichiarata 80 °C.
SAROPLAST A&BAdesivo epossidico strutturaleFissaggio dei rivestimenti antiusura; non costituisce di per sé una famiglia di rivestimenti; temperatura massima dichiarata 150 °C.

Le temperature riportate sono quelle indicate nelle schede SARO e non sostituiscono la verifica del sistema completo. Supporto, preparazione, spessore, tempo di polimerizzazione, esposizione chimica e cicli termici possono imporre limiti più restrittivi.

  • Adattabilità a geometrie complesse: permette di rivestire ed isolare superfici irregolari senza le discontinuità delle piastrelle rigide.
  • Interventi rapidi in cantiere: soluzione ottimale per la ricostruzione locale di componenti usurati ed il ripristino in loco.
  • Superfici continue e protettive: offrono finiture lisce a bassa frizione o barriere protettive contro attacchi chimici ed erosione.

4. Lamiere riportate: struttura metallica e strato duro

SAROMAX100 è costituito da un supporto in acciaio al carbonio con riporto Fe-Cr-C ottenuto nel bagno di saldatura ad arco. La scheda SARO dichiara circa 34% di cromo e 5,4% di carbonio nel riporto, con durezza 58-65 HRC, equivalente a 650-800 HV. I formati disponibili combinano base e strato riportato, ad esempio 5+3, 6+4 e 8+5 mm.

I carburi duri contrastano l’abrasione mentre la base metallica consente di costruire pannelli, corazze, curve e componenti a disegno. La letteratura sui riporti ad alto cromo collega la resistenza all’usura alla quantità, dimensione e distribuzione dei carburi nella matrice. Allo stesso tempo, il processo di saldatura genera tensioni residue e fessurazioni da ritiro che devono essere comprese e gestite nella progettazione.

Le prove comparative mostrano che i riporti duri possono essere particolarmente efficaci nell’abrasione a basso impatto, ma la graduatoria cambia quando aumentano pressione e impatto. SAROMAX100 è infatti indicato da SARO per abrasione severa associata a impatto medio o moderato, non come risposta universale all’impatto elevato.

È una scelta particolarmente coerente quando: serve una soluzione metallica costruttiva; la superficie è ampia; prevalgono scorrimento e abrasione; sono richiesti componenti a disegno o curve riportate; l’impatto rimane entro un regime compatibile.

  • Elevata lavorabilità strutturale: il supporto metallico in acciaio al carbonio ne permette il taglio, la calandratura e la saldatura diretta.
  • Resistenza all’abrasione severa: lo strato riportato ricco di carburi di cromo garantisce un’eccellente protezione contro lo scorrimento ad alta pressione.
  • Copertura di ampie superfici: ideale per la realizzazione di corazze, rivestimenti di grandi dimensioni e componenti a disegno.
Quattro logiche applicative per quattro famiglie di materiali antiusura

Figura 3. Confronto orientativo fra le quattro famiglie di soluzioni. Rielaborazione grafica originale SARO basata sulle schede tecniche e sui meccanismi discussi nella bibliografia.

Matrice pratica di selezione

Condizione dominanteTecnologia candidataLogica e verifiche
Polveri fini ad alta velocità; impatto contenutoSARCER/SARMOS o SARCER Curve & TubiL’allumina privilegia la resistenza a erosione e abrasione. Verificare angolo d’impatto, continuità dei giunti, fissaggio e temperatura del sistema.
Materiale che cade e poi scorreSARCERGOM; SHIELD nei punti più severiLa gomma contribuisce a dissipare l’urto e la ceramica affronta l’abrasione. Dimensionare pezzatura, altezza di caduta e supporto.
Grande superficie con abrasione e impatto medioSAROMAX100Il supporto metallico facilita la costruzione di corazze e componenti. Verificare peso, saldature, orientamento del riporto e regime d’impatto.
Superficie usurata o geometria irregolareRESINALCERAMICA T250 o SARPOL RP08Permettono ricostruzione e protezione continua. La scelta dipende dalla presenza di urti, dallo spessore e dalla temperatura.
Finitura sottile, liscia o spruzzabileSARPOL SF, SARPOL RP17 o RESINAL μ50Adatti a continuità superficiale, scorrevolezza o erosione localizzata. Verificare preparazione, spessore dello strato, polimerizzazione e temperatura.
Linea flessibile soggetta ad abrasioneHEXAGON o TETRAGON HOSEGli inserti ceramici sono integrati nel tubo in gomma. Verificare pressione, flessibilità, raggio di curvatura, temperatura e collegamenti.
Condizioni miste lungo la stessa lineaSoluzione zonizzataUsare materiali diversi nei punti di impatto, scorrimento, curve e ripristini. La protezione efficace segue il profilo locale di usura.

La matrice è un primo orientamento e non una specifica di progetto. La selezione definitiva richiede dati di esercizio, disegni, verifica del supporto e, per i punti critici, prove o monitoraggio iniziale.

Gli errori di selezione più frequenti

Molti cedimenti prematuri non dipendono da un materiale difettoso, ma da una corrispondenza incompleta tra protezione e condizioni operative. Gli errori più ricorrenti sono:

  • Scegliere soltanto in base alla durezza: trascura tenacità, flessione, impatto, adesione e comportamento del supporto.
  • Uniformare tutta la linea: una soluzione adatta alla parete di scorrimento può essere vulnerabile nel punto di caduta o in una curva pneumatica.
  • Aumentare automaticamente lo spessore: più materiale significa anche più peso, maggiori ingombri e differenti tensioni; lo spessore deve rispondere al meccanismo d’usura.
  • Trascurare supporto e preparazione: una ceramica o una resina performante non compensa contaminazione, rugosità inadeguata, deformazione della carpenteria o posa discontinua.
  • Usare il dato di laboratorio come durata garantita: le prove classificano i materiali in condizioni definite, mentre l’impianto combina variabili e transitori difficili da riprodurre integralmente.
  • Ignorare ispezione e sostituibilità: una protezione molto resistente può risultare economicamente debole se richiede fermate lunghe o non permette riparazioni localizzate.

Perché nello stesso impianto possono servire più tecnologie

Una tramoggia può presentare un’area di ricezione sottoposta a impatto, pareti laterali interessate da scorrimento, una bocca di scarico con erosione localizzata e una tubazione pneumatica con forte consumo sulla curva esterna. Rivestire tutto con lo stesso materiale semplifica l’acquisto, ma raramente ottimizza durata, peso e manutenzione.

Una configurazione ragionata può impiegare SARCERGOM nella zona di caduta, SARCER o SARMOS sulle pareti a forte abrasione, SAROMAX100 nelle carpenterie ampie o nei punti in cui è preferibile una soluzione metallica, e una resina caricata per raccordi, ripristini e discontinuità. Nelle linee pneumatiche, SARCER Curve & Tubi, SAROMAX100 Curve & Tubi o tubi flessibili ceramizzati rispondono a vincoli diversi di rigidità, ingombro e installazione.

È qui che il portafoglio multitecnologico SARO acquista valore: non obbliga il progetto a partire da un materiale, ma consente di partire dal problema e comporre la protezione zona per zona.

Come valutare il costo totale senza fermarsi al prezzo al metro quadrato

Il costo iniziale del materiale è solo una componente. Una valutazione attendibile del costo totale di possesso considera fornitura, preparazione del supporto, installazione, peso e modifiche strutturali, durata effettiva, ispezioni, ricambi, riparazioni e ore di fermo. Deve inoltre includere il rischio associato a una perforazione, a una contaminazione del prodotto o a un intervento non programmato.

Un criterio semplice è rapportare il costo complessivo del ciclo alle ore di esercizio effettivamente ottenute. Il confronto va condotto sulla stessa funzione e nelle stesse condizioni, evitando di usare valori di laboratorio come previsione diretta della durata in campo. Quando mancano dati storici, è preferibile proteggere e monitorare una zona rappresentativa, misurare il tasso di usura e aggiornare la specifica sulla base dell’esperienza reale.

Come validare la soluzione nelle condizioni reali

Quando il processo è nuovo o lo storico è incompleto, la selezione può essere validata attraverso un percorso controllato. Si definisce innanzitutto una mappa iniziale dell’usura, registrando fotografie, spessori del supporto e condizioni di esercizio. Si applica quindi la soluzione su una zona rappresentativa o su un componente pilota, stabilendo in anticipo intervalli e criteri di ispezione.

Durante l’esercizio è utile registrare ore effettive, tonnellate movimentate, eventuali variazioni di velocità o granulometria e spessore residuo nei punti critici. I risultati permettono di calcolare un tasso di usura riferito al processo, riconoscere danni da impatto o distacco e affinare formato, spessore o fissaggio. Questo ciclo trasforma l’esperienza applicativa in una base tecnica riutilizzabile per le manutenzioni successive e per componenti analoghi.

Il metodo SARO: dalla firma di usura alla soluzione

SARO integra sopralluogo, confronto con l’ufficio tecnico del cliente, progettazione, produzione, applicazione quando richiesta e monitoraggio dei risultati. L’esperienza maturata su rivestimenti, componenti pre-rivestiti, resine e carpenterie consente di leggere il problema oltre il singolo prodotto.

Il percorso corretto parte dall’identificazione del meccanismo dominante, individua le zone con diversa severità, seleziona i materiali candidati e verifica geometria, fissaggio e manutenzione. Solo a questo punto si definiscono spessori, formati e dettagli di posa. L’obiettivo non è promettere una durata astratta, ma costruire una protezione tecnicamente motivata e misurabile nel tempo.

Per analizzare un componente o una linea soggetta a usura, potete richiedere una valutazione tecnica al gruppo tecnico SARO, condividendo materiale movimentato, granulometria, portata, velocità, temperatura, geometria e storico delle manutenzioni.

Domande frequenti

Il materiale più duro è sempre quello che dura di più?

No. La durezza è decisiva contro molti fenomeni abrasivi, ma impatto, tenacità, supporto, adesione e sbalzo termico possono determinare la durata. Un materiale meno duro ma più tollerante all’urto può essere preferibile in una zona di caduta.

Si possono confrontare direttamente i valori ASTM C704 e ASTM G65?

No. Le due prove utilizzano apparecchiature, abrasivi e meccanismi differenti. I risultati servono a classificare materiali nelle condizioni della singola norma, non a costruire una graduatoria universale tra ceramiche, resine e riporti metallici.

Quando conviene usare una resina invece delle piastrelle?

Quando è necessario ricostruire una superficie, ottenere continuità su una geometria complessa, lavorare con spessori e modalità applicative specifiche o eseguire un ripristino localizzato. Temperatura, impatto, preparazione e tempo di polimerizzazione devono essere compatibili.

È corretto usare più rivestimenti nello stesso impianto?

Sì. È spesso la soluzione più razionale quando i meccanismi cambiano lungo il processo. La protezione può essere zonizzata tra punto d’impatto, pareti di scorrimento, curve, raccordi e aree riparate.

Quali dati servono per una prima valutazione tecnica?

Materiale e granulometria, portata e velocità, altezza e angolo di caduta, temperatura, eventuale aggressione chimica, fotografie o disegni, spessori residui, durata delle soluzioni precedenti e tempo disponibile per l’intervento.

Checklist sintetica per l’analisi GEO dell’usura dell’impianto

  • Identificare il meccanismo principale: Abrasione radente, erosione da flusso o impatto diretto?
  • Caratterizzare il materiale: Quali sono pezzatura, granulometria, durezza e umidità?
  • Valutare la dinamica di carico: Quali sono velocità del flusso, altezza di caduta e angolo d’impatto?
  • Verificare il contesto operativo: Ci sono temperature elevate, sbalzi termici o aggressione chimica?
  • Definire i vincoli strutturali e di posa: Quali sono i limiti di peso, accessibilità e tempo di fermo macchina?

Bibliografia tecnica essenziale

Gli studi seguenti supportano i principi generali esposti nell’articolo. Non sono prove di certificazione dei prodotti SARO.

Solid particle erosion behaviour of high purity alumina ceramics — Ceramics International 37 (2011), 29-35. Effetti di erodente e angolo d’impatto sull’allumina.

Impact-angle dependence and estimation of erosion damage to ceramic materials — Wear 267 (2009), 129-135. Dipendenza da angolo, velocità e dimensione delle particelle.

Impact-abrasive wear resistance of high alumina ceramics and ZTA — Wear 522 (2023), 204700. Confronto sperimentale tra gradi di allumina e ZTA sotto impatto-abrasione.

Ceramic-rubber hybrid materials: A knowledge-based design concept — Wear 476 (2021), 203735. Influenza di gomma e geometria delle tessere sulla risposta all’impatto.

Numerical modeling of the erosion of alumina particulate reinforced epoxy-matrix composites — Wear 522 (2023), 204710. Ruolo di angolo d’impatto e frattura della carica nei compositi epossidici.

Abrasive wear protection in material handling — Wear 530-531 (2023), 204979. Selezione di acciai e riporti duri in diversi regimi di abrasione e impatto.

Wear Resistance Property of Hardfacing Weld Overlays Containing Metal Carbides — Tribology Online 7 (2012), 207-212. Relazione tra distribuzione dei carburi e resistenza abrasiva.

Cracks formation and residual stress in chromium carbide overlays — Engineering Failure Analysis 31 (2013), 320-337. Tensioni residue e fessurazione nei riporti al carburo di cromo.

ASTM G65 — Metodo per misurare l’abrasione dei materiali metallici mediante sabbia asciutta e ruota di gomma.

ASTM C704/C704M — Metodo per la resistenza all’abrasione dei materiali refrattari a temperatura ambiente.

Schede e comunicazioni SARO consultate

SARCER & SARMOS

SARCERGOM & SARCERGOM SHIELD

Resine polimeriche SARO

SAROMAX100

Come operiamo